Animals United

Animali Uniti

Deserto del Kalahari, Botswana, Africa. La mangusta Billy non riesce più a trovare acqua sufficiente per sé e la sua famiglia. Si tratta di una situazione che tanti altri animali della zona suoi amici sono costretti a subire (dal leone Socrate all'elefantessa Angie, dalla giraffa Gisella al bufalo Grugno, fino al rinoceronte Rino e allo scimpanzé Toto) e che rischia di condannarli tutti a morte certa. Quando scoprono che la causa del problema è una grande diga costruita per la realizzazione di un resort di lusso a pochi chilometri, decideranno, consapevoli della straordinaria biodiversità che essi stessi rappresentano, di unirsi e affrontare insieme il pericolo rappresentato dall'uomo  SPUNTI DI RIFLESSIONE DIDATTICA - PER LE SCUOLEProduzione tedesca per questa trasposizione animata del romanzo di Erich Kastner «La conferenza degli animali », dove si narrano le vicende di un gruppo di vari animali (una mangusta, un leone, un pollo, un orso polare e due tartarughe) che sono alle prese con un terribile problema ecologico, la mancanza di acqua nel letto del fiume. La mangusta Billy decide di andare con il leone Socrate alla ricerca del prezioso elemento, imbattendosi in un gruppo di esuli arrivati in africa per colpa dell'inquinamento da petrolio, degli incendi e dello scongelamento dei ghiacciai perenni.  Nella loro missione vengono a scoprire che p stat costruita una gigantesca diga per creare un mega albergo di superlusso con piscina e acquario, cosa che ovviamente ha provocato il disastro ambientale. Per incuranza e per cupidigia è nato un nuovo ecomostro; i nostri amici a quattro  e due zampe, aiutati anche da una simpatica scimmietta, Toto, sono determinati a distruggere la diga artificiale per poter tornare alla vita di tutti i giorni. Un film dal preciso messaggio ecologista (non per niente è sponsorizzato dal WWF) che descrive varie tragedie e non solo quella principale per dare il quadro della situazione mondiale, e che con una evocativa sequenza della ruspa distruggi-ambiente non lascia scampo al fatto che gli unici colpevoli della destabilizzazione del mondo siamo noi. con un linguaggio semplice, personaggi simpatici e con un'avventura divertente e movimentata, insieme a qualche bella gag che funziona alla perfezione come quella delle metifiche puzzette, cerca di avvicinare i bimbi senza annoiarli, per sensibilizzarli sin da piccoli sperando che i padri alla sera spieghino in maniera più completa  ed approfondita l'importanza del rispetto dell'ambiente (da recensione di Pietro Signorelli). Il mondo degli umani è rappresentati come il regno degli irresponsabili, degli affaristi, dei falsi ecologisti, di quelli che,  procurando all'ambiente, dicono di promuovere il turismo sostenibile. Un sarcasmo ancora più ungente viene riservato ai politici che partecipano alla conferenza mondiale sull'ambiente, tutti intenti a fare proclami e in realtà interessati al potere e al portafoglio. Il film è, ovviamente, una commedia divertente, con gli animali che si comportano da esseri umani, ciascuno con i propri vizi e le proprie virtù. E così c'è la mangusta pasticciona, la giraffa vanesia, il leone vegetariano, le tartarughe sagge, i bufali stupidi ma fisicamente potenti… un campionario quantomai simpatico e completo di quello che siamo anche noi. La tematica ecologista è l'assoluta protagonista, fin dalle prime scene, e raggiunge il suo vertice nel discorso delle tartarughe a tutti gli animali, durante sfiora forse la retorica. Ma se lo scopo del film è quello, oltre di far divertire, di insegnare qualcosa, e poiché il pubblico dello stesso sarà composto prevalentemente da bambini, allora quella scena acquista il suo senso. Aver voluto fare un discorso molto chiaro e semplice, comprensibile da tutti, è certamente non una novità, ma è il modo più giusto per veicolare messaggi e valori forti. Se dunque si ha voglia di ridere di gusto in modo intelligente, questa è un'ottima occasione, sia per i bambini sia per gli adulti che, per scelta o perché "accompagnatori" dei primi, si recheranno al cinema. (da recensione di Alessandro barbero)

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