Lu tempu di li pisci spata

di Vittorio De Seta Documentario Italia 1954 11'

Tra Aprile ad Agosto, il pesce spada va a deporre le uova nelle tiepide acque che separano la Sicilia dalla Calabria. Affiora nei pressi di Bagnara Calabra, segue la costa sino a Scilla e quindi, traversato lo stretto, risale da Messina sino a Punta Faro e scompare. Lungo questo itinerario l'uomo lo attende per ucciderlo. I pescatori di Bagnara, di Scilla, di Ganzirri spiano le acque pronti ad individuare la loro tradizionale preda. L'attesa è lunga, estenuante. Gli uomini riposano pronti ad afferrare i remi. Il silenzio è ritmato dallo sciacquio delle onde, dal monologo dei vecchi che ricordano i tempi dell'abbondanza. E improvvisamente risuona il grido della vedetta, i remi colpiscono l'acqua e le piccole barche solcano rapide le onde. La voce della vedetta guida le barche, essa è l'occhio e il cervello della caccia. Deve tener conto della direzione del pesce, della corrente, della luce. Se i pesci spada sono accoppiati bisognerè dividerli e uccidere prima la femmina, chè poi il maschio sarè facile preda. L'inseguimento si prolunga, il furore della caccia ravviva negli uomini insospettabili energie. Sino al centro dello stretto si spingono le piccole barche e lo specchio dell'acqua trasporta a riva, rauche ed attutite, le grida e le incitazioni. Il fiociniere ritto sulla prua avvista il pesce spada che procede zigzagando innanzi la barca, tre metri sotto il filo dell'acqua, bluastro, grigio, argenteo, cangiante, e cerca di sfuggire alla morte. Talvolta la preda si inabissa e scompare, talvolta, colpita direttamente al cuore, rimane inerte e priva di vita. Spesso trascina con sè la sagola nel mare profondo. Allora le voci mozze dall'affanno, gli ordini bisbigliati commentano l'ansia dell'uomo, ansia per la cattura che è anche ragione di vita e commentano il dramma della preda che, ferita, sul fondo, cerca di liberarsi dell'arpione strofinando il dorso contro le rocce. La sagola trasmette al fiociniere, con le sue vibrazioni, la sorte della caccia ed una lunga esperienza, un ancestrale, radicato istinto ne traggono partito per la manovra. La sera, al tramonto, gli uomini tornano a riva. Le donne, i vecchi, i bambini si accalcano tumultuanti sulla spiaggia. I bambini ballano. Le donne solenni e maestose trasportano sulla testa i pesci alla pescheria.

Regista:

Vittorio De Seta

Nazione:

Italia

Iscrizione film

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 Maggio - 03 Giugno 2020
TORINO

Iscrizione concorso

 

CINEMAMBIENTE

 
JUNIOR

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