Industrial Britain

Gran Bretagna industriale
di John Grieson, Robert J. Flaherty Documentario Regno Unito 1933 22'

(1)    "Crediamo che, dalla capacità che il cinema possiede di guardarsi attorno, di osservare e selezionare gli avvenimenti della vita vera, si possa ricavare una nuova e vitale forma d'arte…"(2)    "Crediamo che l'attore originale ed autentico e la scena originale o autentica costituiscano la guida migliore per interpretare cinematograficamente il mondo moderno…"(3)    "Crediamo che la materia ed i soggetti "trovati sul posto" siano più belli, più "reali", in senso filosofico, di tutto ciò che nasce dalla recitazione. Il documentario può ottenere un approfondimento della realtà e ricavarne effetti che la macchinosità del teatro di prosa e le squisite interpretazioni degli attori scaltri neppure si sognano…"(John Grierson)Questi sono i punti cardine del Manifesto che Grierson, fondatore della scuola documentaristica britannica, redasse per la sua poetica cinematografica, insegnata a un gruppo di giovani destinati a diventare dei brillanti documentaristi, come Basil Wright, Edgar Anstey, Arthur Elton, Paul Rotha, Stuart Legg. Tra i film analizzati durante le sue lezioni, c'erano anche quelli di Flaherty. D'altra parte lo stesso Grierson, riferendosi a Moana, utilizzò il termine "documentario" nel suo significato autentico, quello cioè di diffondere informazioni, documentare la vita umana, senza tralasciarne i risvolti sociologici, con uno stile asciutto e lontano da qualsiasi tentazione drammatica o spettacolare. Non sorprende, quindi, che fu proprio Grierson a proporre a Flaherty, il progetto della Film Unit dell'Empire Marketing Board, di girare un film sulle fabbriche del Midland. Nacque così Industrial Britain, un documentario di 22 minuti prodotto da Grierson, una lunga carrellata su queste fabbriche e sulle attività che vi vengono svolte, prima fra tutte le varie fasi della produzione. Ma lo sguardo di Flaherty si sofferma soprattutto sugli operai  e sulle fatiche del lavoro, accennando anche a un discorso sul senso di alienazione che nasce dal lavoro nelle fabbriche. Così facendo, il regista, d'accordo con Grierson,  diede un'impronta fortemente sociologica al documentario, abbandonando il carattere etnologico dei lavori precedenti. Il suo sguardo è schietto e rifiuta qualsiasi premeditata organizzazione della realtà da mettere in scena, è un incontro a viso aperto con questa porzione di realtà. Con Flaherty, come affermerà Grierson a lavorazione finita, la scuola documentaristica inglese si evolve verso una maggiore "umanità".

Nazione:

Regno Unito

Iscrizione film

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 Maggio -
TORINO

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