L'homme qui plantait des arbres

L'uomo che piantava gli alberi
di Frédéric Back Animazione Canada 1987 30'

Come un'intera regione, desolata e arida, disabitata e sferzata dal vento, possa tornare a vivere grazie a un solo uomo. Elzéard Bouffier, solitario pastore ritiratosi sulle montagne del sud della Francia, agli inizi del Novecento inizia un segreto rimboschimento, piantando col suo bastone appuntito migliaia di ghiande. In un'epoca di guerre e distruzione, l'uomo si dimostra ancora capace di generare la vita, anche con gesti semplici. Delicato inno alla speranza tratto dall'omonimo libro di Jean Giono, graficamente affascinante e innovativo, L'uomo che piantava gli alberi ha vinto il premio Oscar per il migliore cortometraggio d'animazione nel 1988 e, a vent'anni di distanza, è uscito anche in Italia con la voce di Toni Servillo come narratore.Un'intera regione, desolata, arida e sferzata dal vento, torna a vivere grazie a un solo uomo. Elzéard Bouffier, solitario pastore ritiratosi sulle montagne del sud della Francia, agli inizi del Novecento inizia un segreto rimboschimento, piantando col suo bastone appuntito migliaia di ghiande. In un'epoca di guerre e distruzione, l'uomo si dimostra ancora capace di generare la vita, anche con gesti semplici. Delicato inno alla speranza tratto dall'omonimo libro di Jean Giono, graficamente affascinante e innovativo, il film vinse il premio Oscar nel 1988 per il miglior cortometraggio d'animazione. Uscito in Italia a vent'anni di distanza,con la voce narrante di Toni Servillo.

Regista:

Frédéric Back

Nazione:

Canada

Descrizione

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE DIDATTICA - PER LE SCUOLE
Se volessimo spiegare l'importanza che le foreste rivestono certamente non basterebbe qualche minuto, dal momento che esse svolgono un ruolo fondamentale in molti fenomeni, tutti collegati tra loro come maglie di una invisibile rete.

Gli ecosistemi forestali sono anzitutto un enorme serbatoio di biodiversità, ovvero di specie animali e vegetali, basti pensare che le foreste tropicali, coprendo appena il 7% della superficie del Pianeta, ospitano circa la metà di tutte le specie viventi presenti sulla Terra. Questa biodiversità sta alla base della catena alimentare poichè le foreste ospitano la flora di cui si nutre la fauna, che rappresenta a sua volta una fonte di nutrimento per altri animali. E poiché sia le piante che gli animali sono destinati a morire, essi diventano successivamente nuova fonte alimentare per altre specie vegetali e animali.

In secondo luogo, come i nostri polmoni assorbono ed espellono l'anidride carbonica presente nel sangue, le piante verdi assorbono l'anidride carbonica presente nell'atmosfera durante il processo di fotosintesi e rilasciano, come molecola di scarto, ossigeno. Le foreste dunque provocano un efficace abbassamento del livello di anidride carbonica, molecola responsabile dell'effetto serra, prodotta prevalentemente dall'uomo e come se non bastasse rilasciano grandi quantità di ossigeno: sono dei veri e propri depuratori di aria. Eppure i polmoni del Pianeta vengono paragonati sempre più spesso ai polmoni di un fumatore incallito; si stima che, dall'inizio del XX secolo, sia stato perduto oltre il 50% dell'estensione originale delle foreste pluviali e ciò che ne rimane sta scomparendo ad un ritmo allarmante!

Inoltre, anche se l'ambiente naturale che diede origine alla vita sulla Terra fu l'oceano, successivamente furono le foreste a divenire l'habitat della maggior parte delle specie terrestri…compreso l'uomo; non va perciò dimenticato il ruolo fondamentale delle foreste come habitat per migliaia di specie animali, oltre che per le popolazioni di Indios che ancora ci vivono.

Le foreste possono poi essere viste come grandi depositi di acqua; le radici delle piante infatti mantengono compatto il terreno in cui la materia organica vegetale in decomposizione si combina con i minerali, formando una sorta di enorme spugna che, lentamente e in modo regolare, rilascia l'acqua nelle aree circostanti. Ecco perché alla scomparsa di grandi aree verdi spesso si accompagna la perdita di fonti idriche.

Visti i molteplici ruoli che le foreste ricoprono che cosa implica la costante e rapida perdita di questi ambienti? Le conseguenze sono sempre più evidenti in tutto il mondo: il livello freatico si abbassa e pozzi e sorgenti si prosciugano, i territori prima protetti dai boschi diventano più soggetti alle frane, alle inondazioni e alla siccità e vengono distrutte strade, ponti e colture, specialmente quando le condizioni atmosferiche avverse si intensificano a causa del surriscaldamento del pianeta.

In poche parole la distruzione delle foreste non significa solo perdita delle foreste stesse ma eliminazione di tutti i benefici che queste offrono direttamente ed indirettamente, anche a noi.
Ricordiamoci che molte società antiche si sono addirittura estinte a causa di una deforestazione insostenibile…

(a cura di Elena Costanzi)

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