Rare

di Furio Busignani Italia 2019 34'

Un viaggio per l’Italia che racconta le storie di sette donne molto differenti tra loro eppure accomunate da un percorso intrapreso in solitaria e nel totale rispetto per la terra, scelta come ambiente lavorativo e progetto di vita. Ritratti contemporanei che rendono omaggio a tutte quelle donne che, prima della migrazione degli anni Settanta verso le fabbriche delle grandi città, rappresentavano l'anello forte dell’economia familiare rurale. Erano loro a governare le stalle, a mungere, a lavorare i campi, a produrre con attenzione la semenza scegliendo le colture migliori, a creare piatti poveri e senza spreco, oltre ad essere madri e mogli. Oggi, Alessia, Sara, Claudia e le altre, malgrado le avversità, sono determinate e appassionate nella loro volontà di ripopolare territori dimenticati e di restituire una conoscenza rurale antica.


Regista:

Furio Busignani

Produttore:

SOIL DOC

Nazione:

Italia

Descrizione

“La terra è vita e ci dona la vita, crea essenza e se la trattiamo bene ci nutre ancora meglio:
il suolo è il naturale cuore pulsante del mondo”
E’ stato questo il pensiero che ha fatto nascere in me il desiderio di raccontare la terra intesa come il terreno, quella favolosa composizione chimica naturalmente vitale e capace di creare nutrimento. “Rare” è un progetto nato seguendo l’istinto guidato dal mio rispetto nei confronti della madre terra e proprio di fronte a queste ultime due parole mi sono soffermato a riflettere: la terra è madre e per lei le donne sono sempre state fondamentali. Le micro catene rurali hanno visto infatti alla base le donne; le monda riso, le braccianti, le custodi dei semi, quelle donne che attraversavano le valli in tempo di guerra per barattare cibo… E poi mi è venuta in mente nonna Irma, la mia nonna romagnola, che in piena linea gotica a cavallo della sua bicicletta si faceva 40 chilometri andata e ritorno per barattare marmellate, un barattolo di savor, una bottiglia di saba in cambio di formaggio, burro o di farina di castagne ricca di potassio che dava forza e nutrimento, mentre il mio nonno a suon di colpi di piccone costruiva un rifugio antiaereo sul fianco di una collina insieme agli uomini del paese. Sono state queste alcune delle riflessioni fatte cercando di mettere a fuoco un’idea per un documentario rurale tutto al femminile. A questo punto potevo scegliere di rendere onore alle donne rurali esplorando il loro passato, oppure individuare testimonianze contemporanee e attuali: ho scelto la strada più vicina a me e alla mia sensibilità, quindi per oltre due mesi sono andato alla ricerca di donne con un progetto iniziato assolutamente in solitaria, grazie ad una relazione autentica con la loro terra; poi che non avessero mai avuto prima un importante rapporto lavorativo con il suolo, oppure che quella loro terra non fosse la "terra di famiglia" o che perlomeno, qualora lo fosse stata, l'avessero trasformata in un successivo progetto di agricoltura naturale, sostenibile e di vita. Infine volevo che fossero storie molto differenti tra loro e le ho trovate tutte portatrici genuine di conoscenza e coscienza rurale, per questo molto importanti all'interno delle loro comunità: ne ho scoperte 7 di donne e ho tentato di rendere loro onore per quello che fanno e per come lo fanno, grazie anche alle fotografie di Roberto Tarallo Giovando e alle musiche composte ed eseguite da Roberto Rizzi con i quali lavoro a tutti i progetti video firmati Soil Doc. Nel mio futuro intendo continuare a dare voce alla ruralità facendola “parlare” in maniera da poter finalmente riconsegnare il “sapere al sapore, grazie alle storie attuali e concrete di persone che fanno attivamente qualcosa per rispettare il terreno, per difenderlo, per restituirgli conoscenza e vita lavorandolo naturalmente.
#letsoildothetalking

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