More Than Honey

Un mondo in pericolo

Appassionante viaggio cinematografico nel microcosmo delle api, importanti risorse economiche della natura e insetti sociali fondamentali per l’intero ecosistema, allevate per secoli dall’uomo e a rischio estinzione a causa del successo della civilizzazione. Milioni e milioni di api sono scomparse improvvisamente in tutto il mondo. In apparenza senza una ragione, una malattia o un’infezione che le abbia decimate, le api hanno lasciato i loro alveari pieni di miele e non sono riapparse in nessun altro luogo né sono stati ritrovati i loro corpi morti. Nonostante un’intensa attività di ricerca, la scienza non ha saputo trovare una risposta a questo anomalo comportamento. La sparizione è frutto di una serie di circostanze fortuite o si è di fronte alle prime fasi di un ecosistema al collasso?

Regista:

Markus Imhoof

Descrizione

Note di regia

«Il mio film vuole essere certamente un accorato grido di allarme, ma anche un ammirato omaggio alla perfezione del sistema in cui vivono questi straordinari insetti che sono le api, ai meccanismi che sono alla base di una vera e propria società scandita dal lavoro e dal controllo, insomma alla bellezza della natura».

 

Spunti di riflessione didattica

Un mondo in pericolo non è solo uno dei tanti film su quell’evento estremamente attuale che è la moria delle api. Le protagoniste di questo documentario sono le api ma in realtà i personaggi presenti sono anche altri, e fra questi anche noi, poiché anche su di noi ricade la responsabilità di un futuro migliore o peggiore. Il film racconta, infatti, della vita sul nostro pianeta, degli uomini e degli animali, dello zelo e dell’avidità, dei rischi enormi insiti in una crescita sempre più incontrollata nel nome del profitto. Si tratta di un film coraggioso, nel suggerire le potenziali e drammatiche conseguenze della colpevole miopia umana, e al contempo ricco di quella poesia  che ci permette di penetrare e conoscere l’universo complesso e affascinante delle api.

 

Le api si stanno riducendo velocemente a causa delle attività umane: l’agricoltura intensiva e l’utilizzo di pesticidi nocivi alterano l’habitat di questa specie e la indeboliscono. Come se non bastasse oggi hanno un nuovo terribile nemico: i cambiamenti climatici.

Aumentando la frequenza di eventi estremi, con ondate di calore e siccità, i cambiamenti climatici stanno creando una situazione di “caos climatico” che porta le temperature sopra il livello di tollerabilità di molte specie di api, minacciando così la loro sopravvivenza. Questi effetti sono visibili anche nel nostro Paese: le temperature sopra la norma e le ripetute giornate di sole di febbraio hanno risvegliato con almeno un mese di anticipo 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale. Il rischio è che il ritorno del freddo faccia morire molte di queste api, con conseguenti danni anche alla produzione di miele e frutta.

Per salvare le api dall’estinzione c’è bisogno innanzitutto di un’agricoltura più sostenibile. Per ora la petizione di Greenpeace, indirizzata alle istituzioni europee, ha ottenuto il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi molto dannosi.

Le api rappresentano il primo gradino della catena alimentare. Grazie al loro prezioso contributo all’impollinazione, sono indispensabili per colture come il pomodoro e la zucca e rappresentano i principali alleati della varietà della nostra alimentazione e della biodiversità del mondo vegetale. La probabilità di incontrare questi animali negli ultimi decenni si è ridotta drasticamente: per alcune specie, come i bombi, di oltre il 30 per cento in soli 40 anni in regioni del pianeta come l’Europa e il Nord America, secondo uno studio dell’Università di Ottawa.

Per gli scienziati si tratta di un tasso di declino “coerente con un’estinzione di massa“: a questo ritmo, sostengono, molte specie di api rischiano di scomparire per sempre nel giro di pochi decenni, causando la sesta estinzione di massa a livello mondiale e la più grande crisi globale di biodiversità da quando una meteora ha messo fine all’era dei dinosauri. 

 

Domande stimolo

Con quali strumenti del linguaggio cinematografico il regista è riuscito a raccontarci i sorprendenti segreti delle api?

Come ha fatto a trasformare gli insetti in veri e propri personaggi che sembrano dialogare con le figure umane e i paesaggi presenti nel film?

Proprio come noi umani le api sono capaci di riconoscere i volti identificando un insieme di linee e forme che possono tenere in memoria e riutilizzare più avanti. Cosa ti suggerisce questa affermazione nel cercare di conoscere meglio il loro mondo?

Avevi mai sentito parlare, prima della visione di questo film, del problema legato alla scomparsa delle api? Se sì, attraverso quali fonti?

Pensi che si faccia abbastanza per affrontare questo importante rischio ambientale?

 

Scarica il documento "Le API un mondo in pericolo" a cura di Angela Berlingò e Eleonora Lano di Slow Food Education.

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