La classe operaia va in Paradiso

di Elio Petri Fiction Italia 1971 125'

Prodotto a cavallo della stagione di conflitti sindacali nota come l'"autunno caldo", La classe operaia va in Paradiso utilizza gli stilemi della commedia grottesca per affrontare in diretta i temi chiave del dibattito politico-sociale dell'epoca: la condizione operaia, l'alienazione del lavoro, il rapporto uomo-macchina nella catena di montaggio, ma anche i conflitti tra sindacato e Nuova sinistra e il rapporto tra contestazione studentesca e lotte operaie. Gian Maria Volontè dà vita a uno dei suoi personaggi a tutto tondo costruiti con un'incredibile capacità mimetica, che questa volta lo fa immedesimare in Lulù, "metalmeccanico comunista" portato da una sorta di panico entusiasmo esistenziale a primeggiare in tutto: dal cottimo all'esuberanza sessuale (straordinari i duetti con l'"amante", impersonata da una Mariangela Melato che rifinisce un personaggio già avviato in Mimì metallurgico). E' perciò in perenne conflittualità non soltanto con il padrone, ma anche con i compagni di lavoro. La perdita di un dito in un incidente, viene giocata da Petri in termini di "castrazione simbolica", che rovescia radicalmente la vita di Lulù. Petri parla esplicitamente di scontro sociale, descrive con ironia il conflitto sessuale, all'epoca teorizzato dal femminismo, e in parallelo abbozza una critica del consumismo dei poveri ... da antologia la descrizione della casa della Melato, con tanto di bambola sul letto, esplorando i confini, come spesso nel suo cinema, tra l'esibizione inconsapevole del cattivo e la citazione colta della pop art.

Regista:

Elio Petri

Nazione:

Italia

Iscrizione film

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 Maggio - 03 Giugno 2020
TORINO

Iscrizione concorso

 

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JUNIOR

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