Regen

La pioggia

Uno stile innovativo caratterizza La pioggia, una delle opere più  note e complesse di Ivens, straordinario poema originariamente muto e senza didascalie: «L'unica successione in Regen è costituita dall'inizio, dal crescendo e dalla fine dell'acquazzone. Non ci sono sottotitoli né commento. Il film deve avere un effetto puramente visivo. Attori sono la pioggia, le gocce pesanti, le persone bagnate, le nuvole scure, i riflessi scintillanti sull'asfalto bagnato e così via. La luce diffusa sulle case scure creava degli effetti che non mi sarei mai aspettato ». Il regista passò alcuni mesi senza lasciare la macchina da presa, sempre pronto a girare durante l'arrivo di un temporale, in luoghi e momenti diversi, ma il film non è propriamente un documentario: «E la pioggia non è maggiormente il concetto di pioggia, né lo stato di un tempo e di un luogo piovosi. E' piuttosto un insieme di singolaritÁƒ  che presenta la pioggia così com'è in sé, pura potenza o qualità  che coniuga senza astrazione tutte le piogge possibili, e compone lo spazio qualsiasi corrispondente.[...] » (Gilles Deleuze). La pioggia fu subito inserito nelle programmazioni dello 'Studio 28' di Parigi, la più importante sala d'essai d'Europa. Negli anni seguenti furono composte due colonne sonore per il film, ma Ivens preferà comunque la versione muta. Insieme a Il ponte, quest'opera determinò l'affermazione internazionale del regista.

Nazione:

Olanda

Iscrizione film

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 Maggio - 03 Giugno 2020
TORINO

Iscrizione concorso

 

CINEMAMBIENTE

 
JUNIOR

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