Aida degli alberi

di Guido Manuli Animazione Italia 2001 75'

Ad Arborea, regno della grande foresta, un popolo pacifico ha costruito le sue case di legno sugli alberi, ma l'armonia del paese e' interrotta sempre piu' spesso dalle violente scorrerie dei soldati di Petra alla ricerca di schiavi. Petra e' il regno della roccia, di costruzioni imponenti e aggressive, della modernita'  organizzata e violenta; sulla citta' incombe il tempio di Satam, il dio della guerra. Quando pero' Radames, il temerario figlio del generale dell'esercito di Petra, s'innamora di Aida, figlia del re di Arborea, tentera'  di impedire il conflitto tra i due popoli. Non solo i personaggi sono divisi nei consueti schieramenti Bene e Male, ma anche i luoghi, Arborea e Petra, si riferiscono a due aspetti della societa' , al rapporto dell'uomo con la natura, al conflitto tra tecnologia e natura selvaggia. SPUNTI DI RIFLESSIONE DIDATTICA - PER LE SCUOLE Verso il 3500 a.C. in alcune località della Bassa Mesopotamia, vicino alla foce del Tigri e dell'Eufrate, si verificò un fenomeno destinato a cambiare per sempre la vita degli uomini: la nascita delle prime città. La città si distingueva dal villaggio per diversi aspetti come il numero maggiore di persone che vi abitavano e la divisione del lavoro: si trovavano infatti gruppi di lavoratori specializzati che non producevano cibo, come nei villaggi, ma svolgevano altri servizi (i sacerdoti, i guerrieri, gli scribi) o producevano manufatti, come gli artigiani. La maggior parte degli abitanti non lavorava solo per la propria sopravvivenza ma per mantenere questi specialisti, che a loro volta fornivano ai produttori di cibo oggetti (vasi, stoffe, strumenti di metallo) o servizi (religiosi o di protezione militare) di cui essi avevano bisogno. Nella città, perciò, nessuno era più autosufficiente cioè in grado di procurarsi tutto il necessario da solo, e tutti lavoravano in funzione degli altri. I rapporti tra i produttori di cibo e gli specialisti, i rifornimenti delle materie prime, lo scambio dei beni…erano cose che non potevano essere affidate ai rapporti tra le famiglie, come prima accadeva nei villaggi. Inoltre nei magazzini della città si ammassavano viveri, materie prime e manufatti che dovevano essere protetti da una forza militare. Tutto questo richiedeva un organizzazione efficiente, che nelle città mesopotamiche era rappresentata da due grandi organizzazioni: il tempio e il palazzo. Il primo era la sede del dio protettore della comunità cittadina e dei suoi sacerdoti, mentre il secondo era la sede del sovrano e della sua corte. Entrambe queste organizzazioni si occupavano di compiti importanti quali la raccolta e la distribuzione dell'acqua per l'irrigazione dei campi, la distribuzione dei prodotti agricoli destinati all'alimentazione degli abitanti o l'immagazzinamento di ciò che veniva prodotto e non consumato. Sin dal principio le città hanno perciò attirato un numero di persone che è cresciuto nel tempo: la gente lasciava le campagne attratta da una prospettiva di vita meno dura e dalla presenza di molti servizi come ospedali, scuole, botteghe e negli ultimi secoli soprattutto fabbriche. Questo fenomeno è continuato per secoli tant'è che oggi 1/3 della popolazione mondiale vive in città. Vivere in città ha sempre comportato molti vantaggi, ma negli ultimi decenni oltre ai vantaggi sono comparsi molti problemi: ecco perché molte città dei Paesi sviluppati stanno perdendo popolazione. Questo fenomeno di allontanamento dai centri urbani viene definito come "ritorno alla Natura". Le città ormai caotiche, trafficate, inquinate, pericolose e costose non rappresentano più un luogo ideale dove vivere e far crescere i propri figli per questo sempre più famiglie scelgono di vivere fuori dalle grandi città, o addirittura in campagna dove i ritmi sono più rilassati, la vita è meno frenetica e si possono consumare cibi più sani, coltivati direttamente nel proprio orto. Allo stesso tempo le fabbriche, importanti fonti di inquinamento, vengono spostate nelle periferie. Nei Paesi sottosviluppati la situazione è invece opposta: la crescita della popolazione urbana è inarrestabile e in alcune città vivono più di 12 milioni di persone! Qualsiasi cosa riservi il futuro, le città moderne sono in crisi e purtroppo il numero di poveri che vivono in esse è in aumento. (a cura di Elena Costanzi)

Regista:

Guido Manuli

Nazione:

Italia

Iscrizione film

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 Maggio - 03 Giugno 2020
TORINO

Iscrizione concorso

 

CINEMAMBIENTE

 
JUNIOR

Newsletter