Inaugurazione: Progetto artistico Intrecci ambientali

a cura di Cristina Giudice con il gruppo Noname

31 Maggio 2019 - 17:00 - Circolo degli Artisti

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Il gruppo Noname alla sua prima uscita pubblica, crea nuovi immaginari con progetti sostenibili. I lavori sono eterogenei come i percorsi dei/delle 14 artisti/e. Unificante è la consapevolezza e il senso di responsabilità nei confronti del “nostro” pianeta, della vita in ogni suo aspetto e del legame stretto tra lo sfruttamento e l’appropriazione di risorse e di altri esseri umani. Ogni artista mostra un punto di vista personale e unico, ma parla una lingua di attiva condivisione di valori comuni all’umanità.

Cinzia Amanti richiamando la tradizione figurativa occidentale crea un’installazione drammatica, in cui l’anthropos al centro è ognuno di noi, ma il mondo circostante è alla fine, così come ci ricorda Elisa Bagna, con un lavoro spiazzante: lo scandaloso quadro di Courbet diventa una visione di morte e il corpo materno è un ibrido di plastica e carne. L’installazione di Beatriz Basso è leggera e richiamando il movimento dell’acqua e dell’aria, ci fa riflettere sul nostro coinvolgimento nel rispetto degli elementi naturali. Simona De Palo unisce in una TV piena di oggetti plastici, la poesia di emozioni espresse dai colori con il rischio di cedere a false verità. La tela magmatica di Delia Gianti esprime la forza oscura della vita, dura e terribile, ma anche i semi della rinascita, lenticchie e riso come gemme preziose. Bahar Heidarzade con un lavoro poetico, ci costringe a guardare il mondo dal punto di vista delle api, creature indispensabili alla vita del pianeta, ma a rischio estinzione. Il film di Annalisa Pascai Saiu e Alessandro Fara è esaltazione del flusso vitale, attraverso la condivisione di esseri umani, acqua, terra, tradizioni mitiche e archetipi dell’origine. Elena Radovix mette in scena con l’ironia delle parole del titolo, una visione zoecentrata del mondo, in cui il corpo femminile si ibrida con elementi di natura, in uno spazio di silenzio colmo di progettualità. L’abito di Valentina Rotundo Serra richiama la magia di una moda consapevole di saperi tradizionali e di antichi tessuti naturali. Il lavoro di Livio Soffietti sul Coltan tocca con apparente leggerezza un tema fondante: lo sfruttamento mortifero e predatorio di luoghi e persone altre per il nostro “inconsapevole” benessere. Dede Varetto con la perfezione della pittura ad olio descrive l’essere umano, vittima e carnefice, portatore di sogni e aspirazioni, ma anche artefice di violenza e distruzione, simboleggiato dal velo di plastica che lo ricopre, soffocandolo. Federica Verlato crea un’installazione coinvolgente, con fili rosso sangue che ci connettono allo spazio circostante, come un flusso ininterrotto di parole vitali. Andrea Zanninello usa legno riciclato, materiale vivo con tracce di fuoco e vi imprime il volto di Greta come un richiamo forte all’azione.

Wasp Crew (Edoardo Kucich – Gabriele Guareschi) nel live painting Habit-at racconta la storia intrecciata di animali umani e animali non umani, costretti a convivere in un ambiente sempre nuovo, per la nostra azione di sfruttamento e distruzione.

Performance Legami intrinseci (ideata da Gianti): fili d’oro saranno intrecciati ai polsi per ricreare legami vitali tra tutte le creature presenti.

Performance Overdose plastica (ideata da gruppo Noname): creature irriconoscibili, avvolte nella plastica come metafora dell’umano oggi, sempre più individualista e a rischio estinzione.

Cinemambiente (Radovix), scritta di muschio, facciata cinema Massimo

Wasp Crew tutti i giorni del festival 17.00-20.00 davanti cinema Massimo

Performance Legami intrinseci 2 e 4 giugno 19.00-20.00 davanti cinema Massimo

Performance Overdose plastica 1 e 5 giugno 18.30-19.00 davanti cinema Massimo

Inaugurazione mostra Intrecci ambientali, a cura di Cristina Giudice, Circolo degli Artisti 31 maggio ore 17.00 e Pinacoteca Albertina 3 giugno ore 17.30

Data

31 Maggio 2019 - 17:00

Luogo

Circolo degli Artisti

15 Giugno 2019

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