La gabbianella e il Gatto

by Enzo D'Alò 1998 75'

Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, affida in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba, chiedendogli di non mangiarlo, di prendersi cura del piccolo e di insegnargli a volare. Nasce quindi una gabbianella, battezzata Fortunata. Zorba dovrà mantenere fede alla sua parola e Fortunata capire prima di tutto di non essere un felino. Tratto dal romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepulveda. Il film è stato premiato con un Nastro d'argento speciale nel 1999. Voci, tra gli altri, di Carlo Verdone, Antonio Albanese e dello stesso Sepulveda. Tema disastri ambientali, deforestazione. SPUNTI DI RIFLESSIONE DIDATTICA - PER LE SCUOLELa biodiversità è la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta. La sopravvivenza di ogni specie dipende dalla varietà di popolazioni che la compongono. Minor variabilità significa minori possibilità di sopravvivere. La biodiversità degli ecosistemi è riferita ai diversi ambienti in cui la vita è presente: la foresta, la barriera coralline, gli ambienti sotterranei, il deserto, le torbiere. La scomparsa di questi ambienti comporta il rischio di estinzione delle specie che ci abitano e quindi anche le relazioni tra le diverse specie. Uno di questi ambienti o ecosistema è il mare, patrimonio di biodiversità fortemente in pericolo a causa dell'uomo, ad esempio per via della plastica, sappiamo infatti che nel mezzo dell'oceano Pacifico esiste una corrente oceanica (Vortice del Nord Pacifico) a forma di vortice circolare. Nel suo centro si trova una regione abbastanza stabile, dove si accumulano notevoli quantità di rifiuti, soprattutto plastica, ed altri detriti a formare un'enorme isola di spazzatura. La plastica invece di essere fotodegradata si disintegra in pezzi sempre più piccoli, che mantengono la caratteristica polimerica anche quando raggiungono le dimensioni di una molecola, il cui ulteriore assorbimento è molto difficile. La fotodegradazione della plastica può produrre inquinamento di PCB. Il galleggiamento di tali particelle che apparentemente assomiglia a zooplancton, inganna gli animali che se ne cibano, causandone l'introduzione nella catena alimentare. Si stima che la quantità di plastica superi di 10 volte quella dello zooplancton (la vita dominante dell'area) dato che molta della plastica non viene eliminata con il riciclaggio ma finisce in mare. Altra fonte di pericolo è la pesca a strascico che utilizza reti fatte da tonnellate di nylon e piombo che "arano" i fondali sterminando coralli, scogliere e alghe. Reti così grandi prelevano ogni volta tonnellate e tonnellate di pescato, indistintamente anche tartarughe, delfini e specie non commestibili o pesci al di sotto della taglia commerciale: tutto questo porterà all'esaurimento le riserve marine. Altro pericolo è dato dall'elevato traffico delle petroliere, che aumenta il rischio di incidenti. In tal caso nel Mediterraneo i danni all'ambiente sarebbero più gravi che in altra parte a causa della conformazione chiusa. Inoltre il lavaggio delle stive a carico delle petroliere in alto mare pur essendo una pratica vietata, viene attuata normalmente."¨Se consideriamo i "livelli" del mare, a partire da quello esterno, per così dire sul pelo dell'acqua, troviamo gli uccelli, che come risultato dell'inquinamento da petrolio subiscono la perdita dell'effetto protettivo delle penne, con conseguente passaggio dell'acqua e raffreddamento del corpo degli animali. Sotto la superficie troviamo i pesci e tutte le specie che per vivere hanno necessità di superare; naturalmente per i pesci respirare equivale a dire respirare acqua ricca di ossigeno anziché aria, quando petrolio, benzine e sostanze chimiche si riversano all'interno dei mari e degli oceani questi animali non hanno più la possibilità di ricavare l'ossigeno dall'acqua e quindi muoiono. Infine, l'accumulo sui fondali di uno strato di idrocarburi (componenti del petrolio) causa la morte di molti altri animali importantissimi per le catene alimentari e, quindi, per la produttività ittica. Non solo l'ambiente marino è sottoposto a inquinamento, ogni ecosistema è fortemente minacciato soprattutto da attività sconsiderate degli uomini, che sommandosi ad eventi naturali, causano gravissimi danni alla biodiversità sia animale che vegetale.

Director:

Enzo D'Alò

Film submission

23° Festival

CINEMAMBIENTE

29 May - 03 June 2020
TORINO

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