Leni Rifenstahl


Berta Helene Amelie Riefensthal è nata a Berlino nel 1902. Studia pittura e danza moderna, ma un incidente la costringe ad abbandonare la carriera di ballerina. I primi contatti con il cinema li ha come attrice, interpretando vari ruoli nei film di montagna di Arnold Fank, Der heilige Berg (La montagna sacra, 1926), Die weisse Holle von Piz Palu (La tragedia di Pizzo Palò, 1929), Sturme uber den Montblanc (Tempeste sul Monte Bianco, 1930).
Il tema della montagnao, almen, del rapporto tra l?uomo e la natura, inserito in un contesto astorico, mitico, che nega qualsivoglia legame con la realtà complessa dei rapporti e dei conflitti sociali negandone al contempo il dibattito ideologico, è uno dei punti di forza del concetto di bellezza che Riefensthal si è portata addosso per lungo tempo e da cui ha sempre cercato di difendersi.
La regista, che debutta dietro la macchina da presa nel 1932, realizzando un'ennesima storia di montagna con il film Das Blaue Licht (La bella maledetta) diventa ben presto una delle personalità di punta della cinematografia nazista, contribuendo con i suoi documentari (Triumph der Willens (Il trionfo della volontà) sul congresso nazionalsocialista di Norimberga, Olympia sulle olimpiadi di Berlino del 1936 e i cortometraggi Sieg des Glaubens (La vittoria della fede, 1933), distribuito dal Ministero della Propaganda per celebrare il primo congresso del partito nazionalsocialista e Tag der Freiheit. Unrese Wermacht (Il giorno della libertà. Le nostre forze armate, 1935), all'immagine trionfale e mitica che il regime si va costruendo addosso.
Dopo Olympia, Riefensthal ritorna al tentativo di realizzare un progetto che le sta particolarmente a cuore, una Pentesilea da Kleist, ma senza riuscirci. Riprende invece la lavorazione di tiefland, film che porterà a termine solo nel 1954, al concludersi del processo di denazificazione cui viene sottoposta (varie e contrastate le versioni sui suoi supposti soggiorni in campi e prigioni alleati tra il 1945 e il 1948). Salta il progetto di un film in collaborazione con Jean Cocteau, mentre negli anni Sessanta incontra di nuovo il successo come fotografa, pubblicandi diversi libri

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