2006

27/10 - 31/10

La IX edizione di CinemAmbiente – Environmental Film Festival si è svolta a Torino
dal 27 al 31 ottobre 2006
“Sono molto felice che Cinemambiente affronti quest’anno il legame cruciale che lega l’ambiente ai diritti umani. Bisogna lavorare insieme per creare una cultura che solleciti l’impegno di ognuno alla promozione di pratiche sostenibili di gestione ambientale, per promuovere una civiltà di pace all’interno della propria comunità di riferimento. Auguro pieno successo a Cinemambiente 2006, rinnovando la mia più sincera stima alla Città e agli organizzatori del Festival.”

Questo è il messaggio che il Premio Nobel per la pace Wangari Maathai ci ha fatto pervenire, riferendosi al tema portante della manifestazione di quest’anno: il rapporto tra ambiente e diritti umani. Il diritto al rispetto dell’ambiente si configura ormai come uno dei diritti fondamentali, un attributo irrinunciabile della condizione umana, la cui violazione rappresenta un oltraggio alla dignità dell’uomo. Da questo spunto parte la collaborazione con Amnesty International Italia: la sezione Global Vision del festival, oltre a una serie di filmati su questo tema, ospita una tavola rotonda a cui parteciperanno ambientalisti perseguitati per la loro strenua difesa delle risorse naturali. Il Festival Cinemambiente, nel suo nono anno di vita, presenta importanti novità: la più rilevante è la convenzione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, a cui da quest’anno è affidata la gestione finanziaria ed economica della manifestazione. Rimangono a cura dell’Associazione Cinemambiente la direzione, le scelte artistiche e l’organizzazione. Si tratta di un primo passo, suggerito dagli enti sostenitori, verso la creazione di un sistema-festival che, da una parte garantisce l’indipendenza e la continuità del lavoro svolto in tante edizioni, e dall’altra può massimizzare, a parità di spesa, qualità e visibilità. Altra importante novità: Cinemambiente, facendo proprie le indicazioni del protocollo di Kyoto, da quest’anno sarà a emissione zero diventando il primo festival in Europa che calcolerà le proprie emissioni di CO2 e le compenserà. Seguendo una tradizione ormai consolidata, Cinemambiente prosegue la collaborazione con enti e associazioni ambientaliste e cinematografiche. Oltre alla sinergia con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la collaborazione si è estesa alla Cineteca Nazionale e all’Archivio Nazionale di Cinema d’Impresa che avrà la sua sede ad Ivrea. Mentre al rapporto ormai consolidato con Legambiente, in questa edizione si è aggiunto quello già citato con Amnesty International.
Per non dimenticare quanto è avvenuto in passato, a trent’anni dalla tragedia di Seveso e a venti da quella di Chernobyl, ricorderemo questi disastri con film, dibattiti e una mostra fotografica di Mauro Galligani che proporrà le sue immagini tracciando un percorso visivo dei due incidenti senza soluzione di continuità. Naturalmente il cuore pulsante della manifestazione saranno le sezioni competitive. Si tratta di tre concorsi: documentari internazionali, documentari italiani, cinema di animazione. Dalle oltre cinquecento opere presentate, la commissione selezionatrice ne ha scelte trentaquattro. Quest’anno è stata introdotta la sezione per il cinema di animazione, settore molto vivo e attento alle problematiche ambientali. Sei giurie assegneranno i premi ufficiali del festival e i premi non ufficiali, questi ultimi messi in palio da Legambiente, UISP, Consulta Provinciale degli Studenti, Musicfeel. Particolarmente ricca è la riflessione sul cinema del passato con un’ampia retrospettiva curata da Sergio Toffetti dal titolo “Tempi moderni – Il cinema e l’industria in Italia”. E’ l’ideale proseguimento di “La celluloide e l’acciaio”, la selezione di film dell’Archivio Fiat presentata nel 2003, che quest’anno ha riguardato anche le produzioni di altre imprese, Olivetti, Pirelli, Edison, Snia. Questa importante ricerca è stata realizzata grazie al sostegno di Telecom e dell’Unione Industriale di Torino. La retrospettiva è un tentativo di indagare, sotto il profilo cinematografico, le ambiguità della modernizzazione e il tipo di rappresentazione che le industrie hanno dato di se stesse, ma è anche un modo per sottolineare la convinzione che lo sviluppo industriale è strettamente legato alla modificazione dell’ambiente. La riflessione include inevitabilmente anche il tema del lavoro, o meglio, come il lavoro è stato presentato nel cinema italiano del dopoguerra.
In questo solco si inseriscono i film e la tavola rotonda, organizzate in collaborazione con CGIL-CISL-UIL, riguardanti la sicurezza sul lavoro, problema che coinvolge sia i lavoratori che le popolazioni. Il costo della crescita economica dell’India è al centro della riflessione del reportage che Daniela Bezzi ha realizzato vincendo il Premio Baldoni e che Cinemambiente pubblica a corredo di una serie di film che affrontano in particolare il “caso Jharkhand”, regione indiana oggetto di intensivo sfruttamento. Come sempre particolare attenzione è rivolta al pubblico dei ragazzi con Ecokids, che da sezione del festival, è diventato un progetto che si sviluppa nel corso dell’anno con laboratori per gli studenti, proiezioni all’interno delle scuole, percorsi educativi sull’ambiente e supporto per gli insegnanti nella loro attività didattica. A conclusione di queste iniziative durante i giorni del festival, nelle mattinate, si svolgeranno proiezioni e incontri. L’impegno di un gruppo di lavoro appassionato ha prodotto un programma che non è stato possibile contenere nelle sale del cinema Massimo e che quindi si espanderà in due locali della città che ospiteranno la sezione Panorama e in alcuni comuni della cintura torinese.

Newsletter