2005

30/09 - 05/10

La VIII edizione di CinemAmbiente – Environmental Film Festival si è svolta a Torino
dal 30 Settembre al 5 ottobre 2005

Rispetto alla tradizionale data di fine ottobre, quest’anno il Festival Cinemambiente si svolge con qualche settimana di anticipo per coincidere con il 3° WEEC (World Environmental Educational Congres) che quest’anno avrà luogo a Torino. I due eventi sono coordinati, si potrebbe dire “gemellati” e la loro somma porrà la città al centro dell’attenzione di quanti si occupano di salvaguardia dell’ambiente. Al suo ottavo anno, il Festival Cinemambiente si configura come manifestazione con solidi rapporti nazionali e internazionali, collaudata e matura per l’alto livello dei film in concorso, per l’autorevolezza delle giurie, per le anteprime prestigiose, per il sensibile aumento del montepremi, interamente offerto da sponsor. Quella del Festival è una crescita quasi inevitabile, vista l’attualità e a volte la drammaticità delle tematiche affrontate, anche perché l’ipotesi sulla quale si basa Cinemambiente, cioè la scoperta e valorizzazione di un cinema “ambientalista”, si è rivelata quanto mai veritiera. La produzione di film che affrontano problemi ecologici in modo più o meno diretto o metaforico è in grande crescita, sia quantitativa che qualitativa, e di conseguenza aumenta il numero delle manifestazioni che se ne occupano e che fanno riferimento al nostro modello, collaudato ormai da otto anni. Tra gli eventi speciali del festival, troviamo alcune anteprime di film che saranno in sala subito dopo. La Lucky Red presenterà l’ultimo lavoro degli autori di Microcosmos, Claude Nuridsany e Marie Pérennou, Genesis, uno spettacolare racconto della nascita della vita; National Geographic e Amref porteranno a Torino Pinocchio nero di Angelo Loy, su un gruppo di ragazzi di strada di Nairobi che interpretano lo spettacolo teatrale omonimo. Fandango propone invece Soy Cuba, o Mamute Siberiano, documentario sulla realizzazione del film Soy Cuba, una superproduzione cubano-sovietiva degli anni ‘60, diretta da Mijal Kalatosov, subito ritirato dalla circolazione e ora riscoperto da Martin Scorsese e Francis Ford Coppola. Il documentario restituisce il clima sociale e politico di Cuba all’epoca della guerra fredda. Chiuderà il festival La terre vue du ciel, un film del francese Renaud Delourme che ripropone, attraverso le fotografie di Yann Arthus-Bertrand, un ritratto inedito del nostro pianeta. Madrina della manifestazione sarà la giornalista televisiva Sveva Sagramola, impegnata nella difesa delle popolazioni africane anche attraverso il video, che mostrerà alcuni dei 25 reportages da lei realizzati in Africa. Siamo inoltre onorati di proiettare in anteprima l’ultimo film di Chris Marker, l’ironico e felino Chats perchés. Il Concorso Internazionale Documentari vede in competizioni 11 paesi, dall’Olanda alla Lituania, dalla Francia al Canada, dalla Repubblica Ceca alla Grecia. Per la prima volta un film italiano partecipa al concorso internazionale, un fatto che dimostra la crescente attenzione dei nostri registi ai temi relativi all’ambiente. Il Concorso Cinema Italiano raccoglie alcuni tra i più promettenti autori, registi che hanno rivolto in questo ultimo anno uno sguardo ai problemi ambientali, entrati ormai nella loro poetica. Tutto il festival è attraversato da una particolare attenzione al continente africano. La sezione Global Vision, che quest’anno ha come sottotitolo “Immagini dall’Africa”, presenta una serie di film sui problemi ambientali di questo continente. Di Pinocchio nero e dei reportages di Sveva Sagramola abbiamo già detto. In concorso troviamo Acampamento de desminagem del Mozambico. Una tavola rotonda, organizzata in collaborazione con l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia che vede come relatori prestigiosi insegnanti universitari, approfondirà alcuni dei più urgenti problemi africani. Sarà presentato al festival, atteso successivamente nei cinema, Darwin’s Nightmare di Hubert Super, sull’introduzione del pesce luciperca nel Lago Vittoria e sulla conseguente alterazione della biodiversità, metafora degli “effetti collaterali” della globalizzazione. Possiamo dire quindi che l’Africa, con i suoi problemi e le sue ricchezze, è l’ospite d’onore dell’ottavo Festival Cinemambiente. La retrospettiva dal titolo Verità della finzione. Alle radici del cinema diretto, presenta una selezione di documentari francesi degli anni ’50 e ’60. Dopo gli omaggi a Robert Flaherty, Joris Ivens, Vittorio De Seta, al documentario italiano degli anni ’30, alle produzioni di Cinefiat, continua così la nostra ricerca nel cinema che in passato ha rivolto in modo più o meno esplicito la macchina da presa e la propria riflessione verso l’ambiente, lo sviluppo industriale e l’evoluzione sociale. Nel Panorama, oltre ad una selezione di opere innovative o sperimentali, saranno presentati sei documentari frutto del progetto Dogumentary ideato e redatto da Lars Von Trier nel 2001. Si tratta di film realizzati seguendo i precetti del manifesto Dogma, ora estesi anche al documentario. Visti insieme i film evidenziano i precetti delle regole a cui fanno riferimento, ma anche i personali approcci dei registi. Un’attenzione particolare va al Progetto Ecokids, sviluppo della omonima sezione. Il Festival Cinemambiente ha da sempre dedicato particolare attenzione all’aspetto educativo proponendo al mattino proiezioni per ragazzi. Questa attività continuerà durante la settimana del Festival al cinema Massimo, sede tradizionale, ma si allargherà ad alcuni paesi della provincia di Torino, quali Rivoli, Grugliasco, Collegno, Settimo, Beinasco, Rivalta. Durante l’anno inoltre, verranno organizzate proiezioni, analisi e approfondimenti sui temi dei film all’interno delle scuole, proposte anteprime al cinema e realizzati corsi di video, finalizzati alla produzione di cortometraggi ambientali. Su questo terreno si è consolidato il rapporto con la Consulta Provinciale degli Studenti di Torino con la quale, si propone la “Festa del riuso” una festa ambientale di inizio anno in cui barattare oggetti vari. Da segnalare le attività del Festival realizzate fuori dalla città, dall’Anteprima Cinemambiente a Cervia, prodromo di una sezione marina, alla replica di Global Vision – Immagini dall’Africa, a Roma in collaborazione con la Scuola Nazionale di Cinema, alla rassegna di film a tematica ambientale prodotti dagli studenti in Val Bormida in primavera. Un grazie alle istituzioni che ci hanno sostenuto, ai registi, produttori e distributori che hanno concesso i loro film, e al magico team che ha reso possibile il festival.

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