Premi

22° Festival CinemAmbiente

Premio ASJA Energy

Asja Energy è un'azienda che opera nel settore dell'energia rinnovabile. Collabora con Cinemambiente dal 2004 sostenendo economicamente il festival, annullando le nostre emissioni con il sistema -CO2 e assegnando il premio al miglior documentario.

Vincitore/i

Ragioni

Un film che unisce il disastro ecologico di una delle più grandi discariche di rifiuti elettronici al mondo alla normalità quotidiana dell’inferno libera da compiacimenti estetici.

Vincitore/i

Ragioni

Ad un avvincente viaggio visivo che incoraggia le giovani generazioni a mobilitarsi e a comunicare il cambiamento climatico nel momento in cui succede.

Vincitore/i

Ragioni

Uno sguardo capace d’indagare la complessità del presente e le contraddizioni delle realtà urbane attraverso un utilizzo poetico della cinepresa e del linguaggio cinematografico.

Premio BARRICALLA dedicato a STEFANO SUSCA

Vincitore/i

Ragioni

Un film che in pochi minuti  illustra un viaggio da sogno su una nave da crociera, rivelando la vacua realtà del business dell'intrattenimento.

Menzione speciale Regione Piemonte “Valorizzazione del paesaggio”

Intende premiare il documentario che meglio testimonia le possibili connessioni tra ambiente e paesaggio, mettendo in luce il rapporto tra dinamiche della natura e aspetto dei luoghi e prospettando risposte di sostenibilità. Il film vincitore, scelto congiuntamente da riconosciuti esperti di paesaggio e di cinema, sarà promosso nell’ambito delle collaborazioni tra CinemAmbiente e Regione Piemonte e nelle iniziative istituzionali  dedicate al tema.

Vincitore/i

Menzione speciale Legambiente

Intende premiare il documentario italiano che con maggiore originalità sa esprimere quanto l’ambiente sia una risorsa da valorizzare, difendere e salvaguardare. Il film, scelto da una giuria composta da membri della storica associazione ambientalista, sarà promosso attraverso proiezioni nell’ambito di eventi organizzati dalla stessa.

Vincitore/i

Ragioni

La scelta di raccontare l’emergenza contemporanea sul doppio binario dell’analisi scientifica e dell’ecologia umana si sposa perfettamente con l’impostazione operativa di Legambiente. 

È con piacere che decidiamo di premiare il lavoro di Francesco Ferri e Paolo Caselli perché ne condividiamo l'approccio, ma soprattutto riconosciamo l'urgenza di agire contro i cambiamenti climatici, di tradurre in azione l'Accordo di Parigi, di intraprendere un impegno concreto e tempestivo sulle procedure di tutela giuridica dei migranti climatici.

Menzione speciale WWF

È assegnata al film che meglio rappresenta le istanze della conservazione delle specie e della biodiversità, intendendo così riconoscere, valorizzare e sostenere l’impegno dell’arte cinematografica nella sensibilizzazione su un tema tanto delicato quanto urgente, rendendolo visibile e condivisibile come patrimonio comune.  

Vincitore/i

Floor van der Meulen Paesi Bassi, Belgio, Germania 2019 72'

Menzione speciale cooperativa Arcobaleno

La cooperativa sociale Arcobaleno assegna la Menzione speciale Ambiente e Società al film che meglio sa coniugare i temi ambientali con la dimensione sociale. La giuria è composta da soci lavoratori della cooperativa che, anno dopo anno, grazie all’opportunità offerta da CinemAmbiente, si sono avvicinati al linguaggio del cinema, arricchendo il proprio percorso di recupero.

Vincitore/i

Ragioni

Un lungo viaggio, come sfogliare un vecchio sussidiario dove tutto viene riletto, raccontato, e spiegato con garbo e puntualità.

PREMIO MOVIES SAVE THE PLANET

A James Balog Il premio speciale Movies Save the Planet è un riconoscimento che il FestivalCinemAmbiente assegna a un artista che abbia saputo declinare nella sua opera il tema dell’ambiente e della natura. Quest’anno il Premio viene assegnato al fotografo americano James Balog, autore e protagonista del film The Human Element, presentato tra gli Eventi speciali. Per l’occasione è, inoltre, possibile visitare la mostra di una selezione delle sue fotografie allestita sulla cancellata della Mole Antonelliana.

Ragioni

Appassionato alpinista con una laurea in Geografia e Geomorfologia, Balog si è sempre sentito ugualmente a suo agio in cima all’Himalaya così come nelle rapide di un fiume, nella Savana africana o tra le calotte polari. Fotoreporter per “Mariah Smithsonian” e “National Geographic”, a partire dagli anni Ottanta spontaneo è il suo passaggio dal fotogiornalismo scientifico a quello naturalistico. Spinto dal bisogno di indagare la complessità di un mondo in divenire, Balog, attraverso il suo obiettivo, prende ad esplorare la relazione tra uomo e natura, ne coglie i punti di collisione documentando in modo sempre più efficace e suggestivo la progressiva modificazione dell’ambiente sotto l’influenza dell’agire umano. Nel 2007 fonda l’Extreme Ice Survey (EIS), un innovativo programma fotografico a lungo termine che integra arte e scienza per dare una “voce visiva” ai mutevoli ecosistemi del Pianeta. Grazie all’EIS, Balog porta a termine uno tra gli studi più ampi mai condotti prima, da lui intrapreso sul finire degli anni Novanta: decine di fotocamere posizionate nell’arco di otto anni sui ghiacci della Groenlandia e dell’Alaska che, giorno dopo giorno, mostrano in timelapse il loro scioglimento. Immagini di mutamenti drammatici e allarmanti che confluiscono nel documentario Chasing Ice(2012), diretto da Jeff Orlowski, nominato all’Oscar, vincitore dell’Emmy Award nel 2014 e Menzione speciale alla 15ª edizione di CinemAmbiente. Il film è un esempio di perseveranza dello spirito umano e del coraggio di affrontare rischi fisici e sfide finanziare, aspetti costanti di questo artista che porteranno anche alla realizzazione di The Human Element per la regia di Matthew Testa. Portavoce mondiale in materia di cambiamenti climatici, James Balog interviene alle Conferenze ONU di Copenaghen (COP 15) nel 2009 e di Parigi (COP 21) nel 2015. Inoltre è protagonista di TED Conference e relatore presso importanti istituzioni governative e universitarie. Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia Hood della Royal Photographic Society, la laurea ad honorem in Scienze dall’Università di Alberta e l’encomio dell’American Geophysical Union Presidential Citation for Science and Society. Tra le sue pubblicazioni, Ice. Gli ultimi ghiacciai (Rizzoli 2012), Tree: A New Vision of American Forest (2004) e Survivors: A New Vision of Endangered Wildlife (1990). Le sue opere sono esposte al Museum of Fine Arts di Houston, al Peabody Essex Museum, al Denver Art Museum e alla Gilman Paper Company.

PREMIO LETTERARIO LE GHIANDE

Fabio PusterlaIl Premio Le Ghiande di CinemAmbiente, giunto alla sua quinta edizione, nasce dal desiderio di creare una biblioteca di voci le cui opere siano caratterizzate da un profondo ascolto emozionale e percettivo della natura, elemento integrante di un percorso di vita e di scrittura indissolubilmente legati. Nel perseguire tale obiettivo, dopo l’assegnazione del Premio a Tiziano Fratus e a Davide Sapienza (2015), a Wu Ming 2 / Giovanni Cattabriga (2016), Matteo Righetto (2017), Paola Loreto e Chicca Gagliardo (2018) quest’anno il riconoscimento va al poeta ticinese Fabio Pusterla.

Ragioni

Tra le voci più apprezzate della poesia contemporanea di lingua italiana, Fabio Pusterla è anche saggista e traduttore, attività, quest’ultima, per la quale ha ricevuto nel 2008 il Premio Achille Marazza per la Traduzione letteraria. Ma il suo impegno artistico si muove anche nella valorizzazione della cultura, come testimoniano la collaborazione con il Festival Internazionale di Letteratura Chiasso Letteraria e la direzione della collana poetica Le Ali per l’editore milanese Marcos y Marcos. La poesia di Pusterla è un inno alla scoperta di ogni minima traccia del paesaggio, laddove la storia naturale incrocia la storia delle attività e dell’abitare umano, in quella regione dei laghi sospesa fra Lombardia e Canton Ticino, o come suggerisce il critico Roberto Galaverni, «calata in questo bacino di acque spazzate dal vento, di foreste e di ghiacci». Opere quali Concessione all’inverno, Bocksten, Le cose senza storia, Folla sommersa, Corpo stellare, Cenere, o terra, o l’antologia einaudiana Le terre emerse, imbastiscono i capitoli di una riflessione che traccia la fine del mondo attuale e prefigura gli scenari, placidi, naturali, selvatici, di un nuovo Pianeta che ci attende, rinascita di una antichità a suo modo eterna e ciclica.

 

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